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Storia della scuola

Nell’anno scolastico ‘51-’52  viene fondata a Rimini la sede coordinata dell’Istituto Professionale femminile di Stato di Forlì con la sezione di “Addetti alla Segreteria ed amministrazione d’albergo”.

Negli anni successivi gli studi turistici raccolgono un numero sempre crescente di consensi, arrivando a chiedere e ad ottenere l’autonomia a partire dal 10 settembre 1984.

Nel settembre del 1989, l’allora I.P.A.S. di Rimini, su pressante richiesta della popolazione e degli Enti Locali di Forlimpopoli, città legata alla tradizione culinaria di Pellegrino Artusi, istituisce in tale località una Sede Coordinata.

 Grazie al successo ottenuto, la Sede Coordinata di Forlimpopoli, che raccoglie il bacino d’utenza di Forlì, nel settembre del 1995, si rende autonoma da Rimini. Fino all’anno scolastico 1998-1999 i due Istituti di Rimini e di Riccione rappresentano due realtà tra loro autonome e con rispettivi bacini di utenza. Nel settembre del 1999 in seguito al “Piano di ristrutturazione della rete scolastica”, varato dalla Provincia, le due scuole venivano fuse.

 L’autonomia dell’Istituto “Malatesta” viene ridefinita dalla regione Emilia Romagna e sancita con il Decreto n. 450 emanato dal Provveditore agli Studi di Rimini in data 19/02/2000.

 La rapida e generale evoluzione del fenomeno turistico che ha caratterizzato gli ultimi decenni, implica la necessità di procedere ad una revisione critica dell’intero processo formativo nel percorso dell’Istituto Alberghiero, soprattutto in relazione ai fattori del lavoro e della capacità imprenditoriale.

Per quanto riguarda il primo elemento, appare evidente la necessità di fare in modo che il lavoro sia capace di adattarsi all’evoluzione tecnologica e qualitativa del prodotto.

Gli imprenditori, da parte loro, devono produrre un continuo sforzo di abilità in termini di innovazione dell’offerta e di capacità professionale, per adeguarsi alle continue trasformazioni del prodotto turistico che coinvolge sia la domanda che l’offerta.

I profili professionali che vengono formati a scuola devono confrontarsi con le sempre nuove problematiche di gestione dell’azienda e dell’impresa turistica, che richiedono la valorizzazione massima delle risorse umane unitamente a quelle ambientali.

La domanda turistica è sempre più orientata da bisogni nuovi ed alternativi che richiedono servizi più accurati ed una maggiore valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale, elementi che vanno considerati come fattori produttivi e non solo come beni di consumo e fruizione.

L’offerta deve essere capace di rispondere alle esigenze create dai nuovi bisogni attraverso una profonda ristrutturazione e razionalizzazione che passa anche attraverso l’uscita dal mercato delle imprese marginali e l’elevamento degli standard ricettivi di quelle più competitive.

La coesistenza nel mercato locale di segmenti di domanda diversi implica la necessità di una loro distribuzione differenziata nell’arco della stagione turistica.

I profili professionali ed i curricoli devono tenere conto di queste novità; per questo motivo occorre una stretta collaborazione con gli enti e le strutture incaricati di studiare e programmare gli interventi di innovazione e formazione professionale.

Il rapporto con il Comune, la Regione e la Provincia sono particolarmente curati dal nostro istituto il quale prevede forme di raccordo e di consultazione continue, senza trascurare i Centri di formazione professionale e le Istituzioni che curano la formazione dei lavoratori del comparto turistico.

Da tale rapporto emergono i dati, sempre aggiornati, sulle richieste del mercato del lavoro: risulta che il numero dei nostri diplomati è assolutamente insufficiente per rispondere alle esigenze di occupazione. Pertanto, l’Istituto può e deve crescere ed ampliare la propria offerta formativa.